Ho scritto questo articolo per Elle Extra. Ho sudato sangue, l'ho scritto, riscritto, tagliato, limato, rilimato (ci mancava gli mettessi anche lo smalto). L'ho letto a tutti i parenti, amici e conoscenti. Gliel'ho riletto ogni volta che cambiavo anche una singola virgola.
Poi, tremante e trepida, l'ho mandato.
Ancor più tremante e trepida ho comprato il numero in edicola.
UN INTERO PAGINONE TUTTO PER ME! A momenti me la faccio adosso per l'emozione. Poi lo leggo e mi accorgo che è stato leggermente cambiato: un tagliettino qui, una parolina cambiata là. Fatto sta che non mi ci riconosco più. I miei amati paradossi addolciti, le immagini più forti (quelle che mi fanno più ridere) tagliate. La tigre Clear Cross è diventata un gattino.
Mi hanno detto che è il destino naturale degli articoli pubblicati, a meno che tu non sia Barak Obama o il fidanzato di Noemi Letizia.
Quindi accetto, ringrazio e gioisco comunque. Però mi levo la soddisfazione di pubblicare, qui a casa mia, l'originale.
ARRIVA L'ESTATE!
BUONI PROPOSITI.
L’uomo ieri mi ha spedito a far togliere le gomme da neve alla macchina.
Quindi è primavera, e se l’intuito non m’inganna, tra poco sarà estate.
Siii! Il mare! Siii! Il sole! Siii! La spiaggia! AAAAGHHHH!!! IL COSTUME!
Azzarola, mi tocca fare la dieta. Scrivo una lettera d’addio ai miei più cari amici: primo fra tutti il gorgonzola, poi la focaccia, il gin-tonic, il salame, la pasta, le salsicce, le bombe alla crema della pasticceria San Gregorio.... Addio, miei adorati, parto per il paese dei conigli, e per i prossimi tre mesi mangerò solo insalate di ravanelli e sedano.
Mi consolo pensando al mio programma più snella/più bella, che prevede: sveglia tutti i giorni alle sei, piscina, sauna e dieta vegetale: diventerò più magra di Kate Moss, più giovane di Sharon Stone e più intelligente di Valeria Marini!
Espongo i miei progetti tutta fiera all’Uomo che, trapassando il mio corpaccione con sguardo vitreo, commenta falsamente: “Ma se sei magrissima!” (L’ultima volta che ha commesso l’errore di ammettere che avevo messo su qualche chiletto, mi sono flagellata per una settimana con la cintura borchiata di Miu Miu, che per colpa sua adesso è tutta macchiata di sangue e non la posso più usare).
Mi difendo mostrando l’armadio aperto: “Non è vero, non mi va più bene niente.” Ma l’Uomo non ci casca, indica un copriletto a fiori e facendomi Pat-Pat sulla schiena grassa, risponde imperturbabile: “Su, non esagerare, scommetto che quello ti sta benissimo.”
LA REALTA’
Ore 7.57: L’unico esercizio fisico che mi è riuscito di fare stamattina è stato raccattare con la scopa i pezzi della sveglia scagliata contro il muro alle 6. Andrà meglio domani, penso mentre comincio la titanica lotta per tirare giù i nani dal letto (la loro strategia è infatti quella di dormire a oltranza tutte le mattine della settimana scolastica per essere belli freschi e pronti a saltar giù dal letto alle 5 il sabato e la domenica). Preparo la colazione nanesca e mi mangio con (dis)gusto insalata di ravanelli e sedano. Poi però sono costretta a finire: 10 Tarallucci schifati perché non perfettamente interi, due toast snobbati perché non abbastanza bruciati, tre tazze di latte disprezzate perché “a noi piace solo quello appena UNTO”. Faccio una corsetta tra la lavastoviglie e il frigo per smaltire, e porto la prole a scuola.
La prima parte del programma dimagrimento dottor Mengele è fallita. Che fare? Mentre ci penso, entro in una pasticceria e mangio 7 bigné alla crema. Poi vado al lavoro, dove incontro subito la Perticona, che mi fa notare perfidissima: “Hai una patacca di crema sul cappotto. Non avrai mica mangiato un pasticcino, ti rendi conto che siamo già ad APRILE?!” (la Perticona, che pesa circa 35 chili, inizia la dieta pre-estiva a settembre, appena torna dalle vacanze). Con la bocca ancora piena di bigné, fuggo farfugliando: “No, no, ma cofa vai a penfare, farà la crema anticellulite che mi fono meffa ful collo ftamattina”.
Ore 13:30: chiama l’Uomo per invitarmi a mangiare il mio piatto preferito: pizza al trancio con salame piccante e gorgonzola. Per fargli vedere di che pasta sono fatta (probabilmente pasta di pizza al trancio), rifiuto sdegnosa, mentre ripulisco freneticamente con la manica il telefono che divido con la Perticona dalla bava che mi è colata al pensiero del pranzetto.
Ore 20.00: la prima terribile giornata di dieta è praticamente finita. Per festeggiare mi scolo mezza bottiglia di Bellavista e mi metto a preparare una cena leggera. Quand’ecco che, sarà il digiuno, sarà il Bellavista, ho un’orripilante visione della Perticona che mi guarda sghignazzando seduta sui fornelli, in tutta la sua scheletrica lunghezza. Questo è troppo: mollo l’orecchio di maiale che stavo dissetolando per la cassoela e vado a prendere il mio costume preferito, quello intero a fiori di quando avevo vent’anni, per rendermi conto fino in fondo di come sono ridotta e diventare anoressica una volta per tutte. Mi guardo allo specchio. Le cosce, la pancia, il sedere...mi manca solo la barba e sono il clone di Giuliano Ferrara (in costume fiorato). Sto per mettermi a piangere, quando appaiono dietro di me i 3 nanetti, meraviglioso frutto di tanto sfacelo. Un velo di Photoshop cala sul mio corpo: la cellulite è meno evidente, e la pancia un po’ più piatta, e il sedere...a guardarlo bene sembra proprio quello di Naomi! Mi commuovo e mi chino ad abbracciarli, mentre Nanapiccola mi sussurra all’orecchio “Mamma, in costume sei bellissima, sembri il divano nuovo della nonna”.
Giù le mani da Totti
16 anni fa
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