Ore 4 .30 i.f.m.n. (in the fucking middle of the night, per chi non lo sapesse).
Sono a Ibiza, sdraiata a bordo piscina con i miei amici.
L'atmosfera è quella di quindici anni fa, pre-figli, pre-responsabilità, pre-rughe di vecchiaia sulle ginocchia (ho scoperto che sono la prima parte del corpo a invecchiare), quando ancora mi sentivo invincibile e avevo tutta la vita davanti. Un vero sballo.
Poi un urlo: maaaaaaaaaaammaaaaaaa!! Ho vomitatoooooooooooooooo! Mi alzo con l'occhio pallato e corro nella tana dei nani. D'istinto salgo la scaletta del letto del Nanosecondo (cronologicamente e caratterialmente) che è quello sempre ammalato di default.
Dorme beato, il letto immacolato. Chiudo gli occhi e sono di nuovo in piscina, di nuovo invincibile. Mi dico che se corro a letto forse ce la faccio a recuperare il magnifico sogno.
Un altro urlo: mamma, sono io che ho vomitatoooooooooo! Apro le stanche palpebre e guardo verso Nanagrossa: vomito ovunque, sul lenzuolo di sopra, quello di sotto, sui cuscini, il pigiama, i capelli e il comodino. Peggio di una carta Schifidol.
Altro che Ibiza.
Giù le mani da Totti
16 anni fa
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