Sulla terra siamo cinque miliardi. Quindi vuol dire che, negli ultimi 100 anni al massimo ci sono stati almeno 5 miliardi di parti.
Una però partorisce e crede di essere l’unica al mondo.
Infatti ogni parto è un’esperienza unica che non si può descrivere, e nemmeno raccontare. Agli uomini perché alternativamente si addormentano dalla noia o vomitano, alle donne perché subito cominciano ognuna a raccontare il proprio, foss’anche successo 50 anni fa.
E’ una cosa matematica, a cui nessuna donna può resistere, per cui a volte mi sono ritrovata ai giardinetti a urlare in mezzo ad altre dieci donne altrettanto urlanti (tipo Wall Street prima dell’avvento della telematica):
“A me la prima volta hanno dato quaranta punti e me l’hanno tirata fuori con la ventosa mentre un’infermiera di duecento chili mi schiacciava la pancia, la seconda il bambino è uscito che non respirava e stava per morire... la terza purtroppo è andato tutto bene ”
“A me cinquanta punti, e mi sono saltati sulla pancia in due!”
“Mio figlio aveva la testa così grossa che a due giorni gli andava bene il casco di mio marito e adesso al posto della patata c’ho il traforo del Monte Bianco”
“Il mio invece era podalico e si era avvolto il cordone intorno ai polsi e alle caviglie, mi hanno dovuto tagliare dopo 59 ore di travaglio”
“Il mio aveva già i denti e ha morsicato l’osterica, il ginecologo e sette infermiere”
“Io ho spinto così tanto che mi sono scoppiati tutti i capillari degli occhi e sembravo Nosferatu”
“Io insultavo mio marito urlandogli che non gliel’avrei data mai più, e che anzi avrei cambiato sesso pur di non riprovare un tale supplizio”.
Nessuna ascolta l’altra, e tutte gridano felici come bambini al luna park.
I nani presenti piangono come davanti a un film dell’orrore. A lato una tapina che ha fatto il cesareo programmato guarda sconsolata, cercando timidamente di inserirsi:
“però anche il cesareo fa male....”
Le sopravvissute al travaglio tacciono di colpo e poi tutte insieme si buttano in terra, rotolandosi dalle risate.
Poi c’è la stronza che dopo cinque minuti di doglie aveva già le spinte e mentre lo scodellava con una mano si passava il mascara e con l’altra sfogliava Novella 2000, che è anche quella che suo figlio dal primo giorno dormiva dodici ore per notte e quando si svegliava si cambiava il pannolino da solo e faceva il caffè a tutta la famiglia (ora ha dodici anni, e annuisce senza mai togliersi il ciuccio di bocca).
E infine le poveracce con la panza, che di fronte a tanta truculenza si chiedono se faranno ancora in tempo ad abortire.
Poi di colpo, dopo che tutte si sono sfogate, gli uomini presenti nel raggio di un chilometro sono fuggiti a gambe levate, i bambini hanno sviluppato un trauma irreversibile dovuto al senso di colpa e le donne senza figli hanno deciso di farsi suore, si sentenzia che poi in fondo non è così terribile, che dopo due ore si dimentica tutto e si corre a casa a fare un altro figlio.
Giù le mani da Totti
16 anni fa
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