Clear Cross ha traslocato

sabato 30 maggio 2009

20. Trasloco

Sto traslocando.
In questo momento scrivo appollaiata su uno scatolo che recita: ciabatte da piscina, pennarelli, carta igienica (spero non usata), pasta (aperta), mollette per capelli, dama e libri università Uomo.
Sono una donna organizzata e me ne vanto.
Martedì la grande transumanza.
Per portarmi avanti ho già messo via praticamente tutto: le mutande di Nanapiccola, che gira sempre biotta come una piccola Sharon Stone e ieri ai giardini ha fatto la pipì da in cima allo scivolo in testa a tutti i bimbi nella casetta sottostante, che protendevano le manine come se stesse piovendo la manna dal cielo gridando “piove, piove!”.
Vestiti, due a testa: quello della domenica e quello di tutti i giorni.
Un solo paio di scarpe, scelte a caso. Per cui l'Uomo da una settimana partecipa a collegi sindacali e assemblee in grisaglia e Moon Boot arancio (Lapo Elkan, con le tue babbucce ci fai una pippa).
Non si può più leggere, per mangiare un piatto e una forchetta a testa, ci si lava con un sapone in 5 e si dorme in lenzuola di dubbia pulizia.
I nani come unico gioco hanno un rotolo di scotch da pacchi esausto che fanno rotolare gaiamente per casa.
Eppure siamo felici come non mai.

Forse che ho 120 scatoloni pieni di roba che in realtà non serve a un cazzo?

venerdì 15 maggio 2009

19. I tavoli sono come i ghiaccioli

Quante volte ho sognato di entrare nella testa di qualcun’altro, per sapere quello che pensa, quello che sogna, le sue speranze, le sue paure.
Per esempio vorrei entrare nella mente dell’Uomo e dei Nani quando sono in casa. Cosa vedono nella loro testa dove io vedo cose normali come stanze, mobili e muri?
Purtroppo me lo posso solo immaginare.
Prendiamo la cucina: per gli esseri umani (per le donne) è un luogo per cucinare, mangiare e quindi da tenere ragionevolmente pulito.
Per i nani invece, in cucina si sputano in terra boli di cibo semimasticato, si suona la batteria con pentole e coperchi, ci si sdraia per terra e con i capelli si spazza il pavimento, si rutta, si urla, si fanno gare in monopattino e, accidentalmente, si mangia (con le mani).
Per l’Uomo è invece un luogo dove cucinare, sì, ma solo se si sporca il più possibile.
Immagino che l’Uomo si sentirebbe oltremodo offeso nella sua identità di uomo-cuoco se per fare un sugo al pomodoro usasse solo un pentolino e un cucchiaio di legno, perché l’Uomo se fa le cose le fa in grande e per un sugo di pomodoro usa: 7 cucchiai di legno e 12 di acciaio, 3 diversi coltelli di quelli che “ti ho detto mille volte che non me li devi mettere in lavastoviglie che si rovina la lama, cazzo”, 8 taglieri, 2 rotoli di Scottex e lascia dietro di sé una quantità di rifiuti che Berlusconi dovrebbe mandarmi l’esercito.
Poi si siede a tavola, mangia, rutta, e se ne va a fare il riposino del guerriero.
Esaminiamo ora il bagno: pensate sia un luogo dove lavarsi, fare i bisogni e conseguentemente da tenere particolarmente pulito? Sbagliato!
Per i nani è un luogo da allagare quando si fa il bagno, sporcare di cacca fin sulle pareti, scivolare e sbattere la testa rischiando la morte e decorare fantasiosamente in tutte le sue parti con il dentifricio alla fragola Esselunga.
Per l’Uomo è invece luogo da riempire di peli. Nella doccia, sul sapone, nel bidet e nel lavandino tutte le volte che si fa la barba. Forse è un messaggio criptato che mi manda, il prossimo invece che di piastrelle me lo faccio fare di ermellino.
E i tavoli. Mobili su cui appoggiarsi per mangiare, scrivere, studiare o appoggiare la testa e mettersi a piangere (nel mio caso).
Per i nani sono come tele bianche per l’artista: ogni attrezzo è buono per esercitare la loro vena: pennarelli, coltelli, forchette e persino denti (Nanosecondo ama molto morsicare il tavolo di cucina, che dice avere un buon sapore di ghiacciolo).
Per l’Uomo invece sono graziosi porta calzini sporchi.
Credo che sia fermamente convinto che ne ho messo uno in ogni stanza per amor suo, così non deve fare la fatica di arrivare fino alla cesta della roba sporca.
Ah, le meraviglie della mente umana....

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